Spazio Architettura

19 Aprile 2006

Leonardo, la cultura, l’Europa

In un clima di gretto provincialismo si parla di Leonardo da Vinci senza conoscere ciò che ne ha scritto Armando Verdiglione all’inizio degli anni ’90, il quale, fra le molte cose importanti, dice: la questione Europa e il suo destino risultano illeggibili se non si tiene conto della lezione di Leonardo (il che non significa considerarlo come precursore europeo). L’invito a comprendere Leonardo in alternativa a Galileo (senza per altro escludere il secondo, e senza voler leggere il primo alla luce di ciò che è venuto dopo, in tutt’altra temperie culturale) è stato formulato già da qualche tempo. Leonardo è uno scrittore anche quando dipinge, ed è un pittore quando scrive. Con lui, contrariamente ai luoghi comuni, si registra la completa uscita da qualsiasi visione totalizzante. Primo artista-ingegnere, nel suo pensiero di “omo sanza lettere” (Leonardo impara le lettere all’età di 35 anni) la pittura sostituisce la lingua universale del pensiero logico-scientifico. Non a caso, è stato giustamente detto che egli non è corrotto dalla nostra logica astratta, e proprio perciò può immaginare un tipo di sapienza, un tipo di cultura fuori dagli abituali canoni formativi.

Leonardo è pure colui che scrive dell’ombra.
(continua…)

Archivio editoriali

Programma

Il programma di lavoro che ci attende è strutturato in sei temi, tra di loro più o meno intrecciati. Li elenchiamo anticipando alcune chiavi di lettura. (Read the program in english)

22 Aprile 2006

[teorie] In margine ad Archivio Spinoza di Carlo Sini

di Diego Caramma

(la ragione e l’altro) – Lo abbiamo detto in altra circostanza, e non ci sembra male ripeterlo: vi è tra i filosofi (invero pochi) chi, con grande fatica, sta cercando di mostrare come il compito della filosofia dovrebbe essere quello di richiamare le scienze allo spinozismo, ad un “sentire il mondo” che superi il dualismo mente/corpo, in altre parole il dualismo tra conoscenza dei sensi e conoscenza razionale istituito dal (seppur grandioso) gesto cartesiano. Se è così, le conseguenze, anche per l’architettura, sono immense, al momento neppure del tutto immaginabili. Forse perché gli architetti non hanno ancora attraversato quella soglia che mette in crisi l’impalcatura del moderno.

31 Marzo 2006

[teorie] L’inafferrabile visione. Pittura e scrittura in Paul Klee

di Paolo Cappelletti

(transiti e metamorfosi) – “L’inafferrabile visione” è il titolo del libro di Paolo Cappelletti inserito nella collana “lo spoglio dell’occidente” della Jaca Book. Per gentile concessione dell’editore, ne riproponiamo alcuni brani (ripresi dall’ultimo capitolo, “la mappa”) per più di un motivo: a) il libro è estremamente apprezzabile, oltre che per qualità e profondità di contenuti, per chiarezza espositiva; b) per quanto ne sappiamo, non esiste una collana paragonabile, per importanza e coraggio d’iniziativa, a “lo spoglio dell’occidente”.
Cappelletti muove da un’analisi critica degli scritti teorici, delle lezioni tenute al Bauhaus e di alcune tra le opere più rilevanti dell’artista svizzero, per proporre un percorso che giunge alla comprensione del “pensiero pittorico” kleeiano (e della scrittura da cui esso deriva) capace di configurare un’arte come puro processo segnico, tale per cui “non può darsi esperienza consapevole della figurazione del mondo se non all’interno del pensiero pittorico e del suo foglio-mondo”. Sicché l’uomo stesso, nell’emergere della propria gestualità creativa, si scopre evento di mondo, segno, analogon del mondo.

27 Marzo 2006

[teorie] Louis Kahn, iperboreo ipoebreo

di Ugo Rosa

(transiti e metamorfosi) – Tra i meriti del libro “Louis Kahn, iperboreo ipoebreo” edito da Biblioteca del Cenide, vi è quello di togliere terreno fertile a tutta quella critica che ha tentato di glorificare e incastonare Kahn nell’alveo della Storia con una furbesca «botta di ginocchio», e a tutta quella pletora di epigoni incapaci di scavare nelle pieghe della produzione «più enigmatica del dopoguerra» ribaltandola «in abbecedario della composizione architettonica». È come se Ugo Rosa si chiedesse: come può una figura di mondo significare ciò che nel mondo non può trovare luogo? O forse è un tentativo, tra i più intelligenti, di realizzare quel paradosso trovando per esso un punto di accesso al mondo e al linguaggio, senza comprometterne appunto la natura paradossale, dote gravosa e inevitabile del pensiero. Quelli che riproponiamo per gentile concessione dell’editore sono i capitoli V e XI.

23 Marzo 2006

[teorie] A proposito della legge Merloni

di Beniamino Rocca

(sguardo su) – Da tempo Beniamino Rocca denuncia i pericoli insiti nella “Legge Merloni”. Questo contributo riassume la posizione dell’autore, che è di radicale critica nei confronti di una legge suicida, chiamando in causa i rappresentanti degli Ordini professionali, delle università, il Ministero dei Lavori Pubblici, come pure il Ministero dei Beni Culturali. E avanza alcune proposte nell’intento di “mettere sullo stesso piano i giovani professionisti e quelli già affermati, valorizzare chi ricerca l’architettura piuttosto che l’edilizia, la creatività piuttosto che la ripetitività, l’intelligenza piuttosto che la mediocrità”.

16 Marzo 2006

[teorie] I limiti delle acque – Chiapas: :Italia

di Stefano Lucini

(sguardo su) – Stefano Lucini, membro dell’associazione di volontariato Transiti, ci scrive dal Chiapas in merito ad un’iniziativa che sta seguendo personalmente: IGUALMENTE, progetto integrale di sviluppo autonomo per le comunità della regione frontiera sud come alternative reali e concrete a megaprogetti distruttivi e assistenzialisti dei governi e di alcune ONG. «Uno studio evidenzia la possibilità che entro il 2020 il 75% della popolazione mondiale non avrà accesso ad acqua pulita. Già oggi 1,1 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso ad acqua pulita. È forse partita, come per il petrolio, la guerra per la “democratizzazione dei paesi barbari” dove v’è acqua in abbondanza? La risposta è sì, ma all’avanguardia non vi sono i pacifici eserciti governativi occidentali ma multinazionali legate a questi poteri, disposte a esercitare violenze, soprusi, talvolta assasinii contro le popolazioni locali».

14 Marzo 2006

[teorie] L’epoca telematica e la filosofia teoretica

di Stefano Malpangotti

(la ragione e l’altro) – “… e se la conoscenza fosse una formulazione incastonata nel brainframe alfabetico? Se essa fosse un punto di vista assoluto, astratto dalla disposizione umana nell’apertura alla relazione? Se il brainframe elettronico non ha gerarchie da imporre, possiamo ancora sostenere il valore epistemico-cognitivo della conoscenza? In nome di che? E da quale luogo panoramico?”.

01 Marzo 2006

[architettura] Casa “le terrazze”

di Diego Caramma

(sguardo su) – Sandra Giraudi e Felix Wettstein iniziano la loro collaborazione nel 1995, non ancora trentenni, dopo aver studiato in Svizzera e negli USA. Sandra Giraudi ha lavorato con Cruz–Ortiz a Seville, mentre Felix Wettstein con Rafael Moneo a Boston e, più tardi, nello studio di Moneo–Solà-Morales a Barcellona. Con Cruz–Ortiz hanno disegnato e realizzato l’ampliamento della stazione centrale di Basilea (dal 1996 al 2003). Esperienza decisiva che gli ha permesso di essere immuni dal muto e asettico formalismo, offrendogli l’occasione per un confronto con ricerche di ampio respiro.

24 Febbraio 2006

[design] L’auto, il design, l’idrogeno

di Diego Caramma

(transiti e metamorfosi) – Il dibattito attorno allo sviluppo di energie alternative da impiegare nel campo automobilistico, e non solo, è intricato. Le posizioni sono spesso inconciliabili. Qualcuno dice che per cambiare qualcosa bisognerebbe arrivare ad una enorme crisi petrolofera. Prima di arrivarci, forse bisognerebbe iniziare a rivedere tutti i canoni secondo cui sono concepiti i mezzi di trasporto. Pensiamo alla ruota: siamo sicuri che sia giusto adottarla per i nostri spostamenti?